Stasera complice forse una settimana di lavoro di quelle che vorresti passassero prima possibile, esausto e terrorizzato dall'idea di passare l'ennesima serata davanti al PC a lavorare / sperimentare, mi sono preso una bella pausa e mi sono fiondato al cinema.... mmm che ti vado a vedere?
Un breve scorcio ai titoli in programmazione al cinema dietro casa (Porto Astra), una veloce cernita sui possibili titoli papabili, un rapido (ma accurato) escursus informativo su MyMovies, un ancor più rapido (e disperato) giro di telefonate alla ricerca di qualcuno che alle 21:45 fosse sufficientemente pazzo da fare una capatina non programmata al cinema per lo spettacolo delle 22:15... tutto questo per dire che alle 22:10 me ne stavo seduto sulla poltrona del cinema a farmi un ripasso pubblicitario in attesa di "Tutta la vita davanti" ed ovviamente non accompagnato...
Ora non so se sia stata la giornata di lavoro in se, la stanchezza, lo schifo di clima, ed altre e varie motivazioni e pare più o meno personali, ma fatto sta che alla fine del film me ne sono uscito dalla sala con un nodo allo stomaco che non vi dico…
Il film mi è piaciuto, lo ammetto, non avrei mai pensato ma ne sono rimasto piacevolmente sorpreso (anche se col magone) e dire che gli ho dato una possibilità solo dopo aver letto le recensioni sul sito di cui sopra (in realtà mi sono limitato a contare le stelline... eh… non c’era molto tempo).
Il genere è evidentemente grottesco. Tutto è esaltato, esagerato, estremizzato; dall’età palenteologica della commissione di laurea, alle pratiche motivazionali della multinazionale, dai rapporti sessuali della protagonista (e non mi venite a raccontare che voi lo fate così!), alla stessa rappresentazione delle ragazze che lavorano al call center, un vero ricettacolo di luoghi comuni, per finire poi con i due personaggi negativi per antonomasia, quello interpretato dalla Ferilli, e quello interpretato da Ghini.
Perché alla fine resti con il groppo allo stomaco? Perché rimani con un amletico dubbio, prende vita da qualche parte dentro di te uno strano timore, ovvero il dubbio che il film appena visto non sia poi così grottesco ed caricaturale come all’inizio ti volessero far credere…